San Pietro
1480-1490
Committente / Collezionista:
Luogo:
Firenze, Museo Nazionale del Bargello
Inventario:
Firenze, Archivio di Stato (ASF), Mediceo Avanti Principato, 165, Libro d’Inventario dei beni di Lorenzo il Magnifico, 1492, copia del 1512, c. 14r;ASF, Guardaroba Medicea, 65, Inventario a capi della guardaroba, 1560 (con annotazioni successive),c. 162 ASF, Guardaroba Medicea, 107bis, Inventario della guardaroba, 1574, c. 51ASF, Guardaroba Medicea, 132, Inventario a capi della guardaroba, 1587, c. 128ASF, Guardaroba Medicea, 289, Inventario della guardaroba generale, 1608-1611.
Link:
Mosaico su intonaco; cm. 47,5 × 34.
Realizzato dalla bottega di Domenico Ghirlandaio.
San Pietro è raffigurato con i tratti tradizionali dell’uomo anziano con una ampia tonsura e con capelli e barba bianchi. Il prezioso piviale e la chiave appoggiata in primo piano come su di un davanzale, mettono in risalto il ruolo del santo come primo pontefice.
Lo schema del ritratto trae ispirazione dai ritratti fiamminghi coevi. Infatti, il personaggio si presenta come affacciato a una finestra, a mezzo busto con l’esclusione delle spalle, con un mano che spunta in primo piano, affiancato dallo stipite del vano sulla destra e illuminato da una sorgente luminosa esterna.
Firenze, Palazzo Medici (1492); Guardaroba Medicea (1574, 1587, 1608).
L’opera è citata nell’inventario dei beni di Lorenzo il Magnifico (1492), posta in Palazzo Medici nella camera attigua alla sala grande insieme ad altre opere a mosaico moderne e bizantine, fra cui il Pantocratore conservato oggi anch’esso al Bargello.
Haftmann (1940-1941) per primo ha proposto l’identificazione e ha riferito il mosaico alla bottega di David e Domenico Ghirlandaio. La datazione al 1490 suggerita dallo studioso è stata anticipata di oltre un lustro sulla base del confronto del San Pietro rappresentato da Domenico nella pala per il Duomo di Lucca (Eredità… 1992).
Ai primi anni Novanta, dietro l’influenza del Magnifico, l’Opera del Duomo avviò alcune imprese che riportavano in auge la tecnica del mosaico, le cui pregevoli caratteristiche erano saggiate nei frequenti restauri della cupola del Battistero. Così i Ghirlandaio realizzarono l’Annunciazione nella Porta della Mandorla del Duomo e gli stessi Domenico e David, con Sandro Botticelli e Gherardo di Giovanni (cui poi si aggiunse il fratello Monte) avviarono la decorazione a mosaico della volta della cripta di San Zanobi all’interno della cattedrale, rimasta poi incompiuta.