Oggi aperto
9:00 - 19:00

Anno: 1400

Morto Lorenzo il Magnifico nell’aprile del 1492, veniva stilato l’inventario dei suoi beni. L’originale di questo importante documento è andata perduta, ma ci è pervenuta la trascrizione accurata redatta nel 1512 per volere del nipote Lorenzo di Piero, poi duca di Urbino, all’indomani del rientro dei Medici a Firenze dopo il bando del 1494. La copia nasceva probabilmente da una duplice esigenza: da un lato la necessità di valutare la consistenza del patrimonio familiare, dopo i drammatici rivolgimenti politici appena conclusi; dall’altra l’intento di aprire un nuovo capitolo della storia medicea ripartendo dai recenti fasti del secolo precedente, ben rappresentati dalla persona e dall’opera del Magnifico. La puntuale elencazione degli oggetti, dislocati nei vari ambienti di Palazzo Medici, è per noi uno strumento insostituibile per conoscere e penetrare il mondo privato e pubblico di Lorenzo il Magnifico e dei suoi predecessori, la sua attività di mecenate e collezionista. Inoltre è una preziosa testimonianza degli arredi e della vita quotidiana in una residenza signorile nella Firenze quattrocentesca.
Antonio Averlino detto il Filarete, scultore e architetto, fu attivo inizialmente a Roma e poi dal 1451 a Milano chiamato da Francesco I Sforza. Per il signore di Milano scrisse il Trattato di architettura fra il 1460/61 e il 1464. Concluso il testo dopo la morte dello Sforza, lo dedicò a Piero il Gottoso de’ Medici (1464).
Il cosiddetto Libro di Antonio Billi è uno zibaldone di notizie scritto fra il 1481 e il 1530. Il titolo si deve alla ripetuta citazione nel codice della Magliabechiana. Ma di fatto non sappiamo chi è l’autore dato che è incerto se Antonio Billi sia stato l’autore o il possessore del testo. E’ la fonte più importante seguita da Vasari nella redazione delle Vite per gli artisti fiorentini più antichi, da Cimabue al Pollaiolo. Oltre alla copia del codice Petrei, qui riportato, si ha anchew la versione del codice strozziano (ASF, Magliab. Cl. XXV, 636), che propone una versione più accurata ma anche più frammentaria.
1 2